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Pubblicato da La gioia della preghiera

26 Novembre: San Leonardo da Porto Maurizio - Preghiere e vita

Preghiera a San Leonardo da Porto Maurizio

 

O Dio, che per ridurre a penitenza i cuori ostinati dei peccatori hai reso potente in opere ed in parole il beato Leonardo tuo confessore, concedici, te ne preghiamo, che per i suoi meriti e preghiere possiamo pentirci dei nostri peccati. Amen

 

. . . . . . . . . . . . .

 

Preghiera scritta da San Leonardo da Porto Maurizio

 

Vieni, o mio caro Gesù

vieni dentro questo mio povero cuore e sazia le mie brame;

vieni e santifica la mia anima:

vieni Gesù dolcissimo,

vieni col tuo santissimo Cuore dentro il mio povero cuore, che ti dono e ti offro.

Amen

La devozione al Santissimo Nome di Gesù, antica invero quanto la Chiesa, è tuttavia legata alla predicazione dei Francescani del Quattrocento, in modo particolare a San Bernardino. Per questo offriamo alla meditazione dei Lettori uno stralcio di un’infuocata predica di un altro francescano, San Leonardo di Porto Maurizio (1676-1751), attorno al Divin Nome e all’importanza di esserne devoti.

 

"La cosa che bramo da voi è una tenerissima devozione verso il Santissimo e soavissimo Nome di Gesù. Questo è quel gran Nome, conforme udiste, sopra ogni nome, in cui nos oportet salvos fieri, e senza di cui non vi è salute. Oh Nome Sacratissimo, Nome di pace, Balsamo di vita, che fu il centro di tutti i sospiri dei più ferventi amanti di Gesù. Il segno di chi ama veramente Gesù è di portar Gesù impresso nel cuore e nominare spesso e con devozioni il Santissimo Nome di Gesù. S. Paolo Apostolo l’aveva sì impresso nell’anima, che a tutte le ore l’aveva ancora sulla lingua e sulla penna, e ben cinquecento volte nomina nelle sue Epistole il Santissimo Nome di Gesù. Oh che bel linguaggio! Ignazio Martire lo portava impresso a lettere d’oro in mezzo del cuore. Oh che bel ricamo! Il B. Enrico Susone se l’improntò nel petto con un temperino a caratteri di sangue. Oh che bell’intaglio! Il mio Bernardino da Siena fu il primo, che l’esponesse in cifra a pubblica venerazione e col Santissimo Nome di Gesù in mano ammollì i cuori più duri, convertì i peccatori più ostinati, e riformò quasi che l’Italia tutta, e dappertutto voleva veder scolpita quella cifra amorosa del Santissimo Nome di Gesù sulle porte delle case, a capo del letto, sul frontespizio delle Chiese,  dappertutto voleva veder scolpito e dipinto il Santissimo Nome di Gesù. Questo per appunto è quel che bramo da voi, miei dilettissimi ascoltanti, che tutti tutti facciate scolpire o dipingere sulle porte delle vostre case il Nome Santissimo di Gesù. Ed ecco che ve ne mostro il modello … Deh non mi negate questa grazia, che tutta ridonderà in vostro bene. Predicando il nostro glorioso S. Bernardino nella città di Ferrara assalita da una fiera pestilenza, esortò tutti alla devozione e venerazione del Santissimo Nome di Gesù, e tutti quei cittadini si accesero talmente di sì bella Devozione che posero il Santissimo Nome di Gesù sulle porte delle loro case, e con ciò restarono liberi dal mal contagioso. L’istessa grazia ottennero quei di Padova, che a persuasione del Santo abbracciarono sì santa Devozione; e in Camaiore, terra della Repubblica di Lucca, promise il Santo, che se avessero scolpito, e dipinto il Santissimo Nome di Gesù sulle porte delle loro case mai sarebbero stati assaliti dalla peste e, conforme promise, così è successo, benché in vari tempi tutti i luoghi circonvicini siano stati desolati da simil flagello. Che dite, dilettissimi? avrete voi ripugnanza a questo poco d’incomodo? Ma ponderate di grazia il gran bene che ne proverrà a tutte le vostre case, siate pur certi , che in quelle case, sulle porte delle quali si vedrà dipinto o scolpito il Santissimo Nome di Gesù, non vi sarà più che temere, né di streghe, né di malìe, né d’infortuni di sorte veruna. Oh da quanti fulmini, da quanti disastri andranno libere le vostre case! Cento dunque, cento, e mille volte benedette quelle case, che porteranno in fronte il Santissimo Nome di Gesù, e guai a quelle case, dove non si vedrà Gesù! sarà un nido del demoni, e sarà soggetta a mille disgrazie. Via su fate a gara a chi lo fa dipinger più bello, né vi perdete tempo, sin da domani spiegate una sì bella Livrea del Santissimo Nome di Gesù. Oh che luogo benedetto sarà questo; veder tutte le case abbellite e santificate da questo Santissimo e Soavissimo Nome! E perché mi pare di vedervi tutti disposti, tutti infiammati di amore e devozione verso il Santissimo Nome di Gesù, prendo animo a concluder la Predica con quel bel sentimento dell’Apostolo. Omne quodcumque facitis in verbo, aut in opere, omnia in nomine Domini Nostri Jesu Christi facite. Sì sì tutto quello, che fate, tutto fatelo ad onore e gloria di Gesù, e nel Nome Santissimo di Gesù. Se uscite di casa, uscite con Gesù vostro domestico; se camminate per le vie, camminate con Gesù vostro compagno; se entrate in Chiesa, entrate con Gesù vostro Avvocato. Gesù sia con voi nei vostri lavori, Gesù sia tra voi nei vostri discorsi, Gesù sia per voi ne vostri riposi . Mai spunti il Sole, che non vi trovi con Gesù, né mai il sol tramonti, che non vi lasci con Gesù. Il Nome di Gesù sia il primo, che sul mattino vi apra la bocca, e il Nome di Gesù sia l’ultimo che su la sera ve la sigilli; acciocché Gesù sia quello, che raccolga l’anima vostra tra le sue braccia, quando darete l’ultimo respiro, morendo con Gesù sugli occhi, con Gesù in bocca, con Gesù nel cuore; e spero che vi riuscirà se sarete Fratelli della Congregazione dei veri amanti di Gesù e se farete dipingere o scolpire sull’uscio delle vostre case il Santissimo Nome di Gesù. Via su, in segno che volete ubbidire, che volete far tutto dite tutti tre volte ad alta voce: VIVA GESÙ, VIVA GESÙ, VIVA GESÙ!"

(Prediche quaresimali del B. Leonardo da Porto Maurizio Minore Riformato e Missionario Apostolico del Ritiro di San Bonaventura in Roma, Vol. III, Assisi, 1806, pp. 325-328)

 

VITA DEL SANTO

 

Leonardo nacque a Porto Maurizio (Imperia) nel 1676. Compiuti gli studi presso il Collegio Romano, a vent'anni entrò nell'Ordine dei Frati Minori. Ordinato sacerdote, si dedicò con zelo apostolico alla predicazione, percorrendo gran parte d'Italia. Speciale importanza assunsero le sue "missioni" al popolo, le quaresime e gli esercizi spirituali. Fu grande propagatore della pia pratica della Via Crucis. Scrisse varie opere di predicazione e di vita spirituale, da cui traspaiono i lineamenti caratteristici della spiritualità francescana. Morì a Roma il 26 novembre 1751 e fu canonizzato da Pio IX.

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